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Palazzi Milano

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Palazzi Milano
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  • Vi presentiamo in quata sezione, tutti i palazzi di Milano . Come ben si sa, Milano gode di un vero e propio patrimonio culturale. I palazzi sono veramente molti, cosi come gli stili di costruzione, ecco perchè diventa davvero molto interessante per chi è appassionato di storia e cultura scoprire le bellezze architettoniche di questa straordinaria città. L'obbiettivo che ci proponiamo, vista l'estensione della città e il grande numero di palazzi presenti è quello di facilitarvi nel trovare queste meraviglie dell'architettura e di riuscire ad orientarvi nella scoperta degli stessi.

Una storia gloriosa raccontata da splendidi palazzi

L’epoca comunale

Ogni angolo di Milano reca le tracce della lunga storia della città, che ha conosciuto la prima grande stagione durante il Medioevo, quando capeggiò la Lega dei Comuni lombardi uniti contro il Barbarossa. A quell’epoca risale il Palazzo della Ragione , il più antico e importante esempio di architettura civile lombarda di età romanica, formato da un portico terreno a sette campate sovrastato da un grande salone unico, dove si riunivano le magistrature cittadine.

Tra i Visconti e gli Sforza

Finita nel 1278 l’epoca comunale, Milano divenne la sede di una potente signoria. I Visconti, e poi gli Sforza che subentrarono loro, arricchirono la città di splendidi edifici. Prima di tutto le loro dimore: il Castello Sforzesco , eretto nel Trecento ma rimaneggiato più volte nei secoli, scelto come dimora da Filippo Maria e poi da Ludovico il Moro , che ne fece la sede di una delle più sfarzose corti rinascimentali italiane; poi il Palazzo Reale , l’antica sede dei consoli nel periodo comunale, rimaneggiato dai Visconti e dagli Sforza e nel Settecento radicalmente modificato in forme neoclassiche sotto il governo di Maria Teresa d’Austria dal Piermarini, l’architetto preferito dalla regina (e infine profondamente danneggiato dai bombardamenti che nel 1943 colpirono la città).
Ma anche altri edifici nella città risalgono a questo periodo: l’antico Monastero di Sant’Ambrogio , che gli Sforza vollero ampliare e modificare affidando il progetto al Bramante, e di cui rimangono due splendidi chiostri e un refettorio cinquecentesco (che oggi fanno parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore); la Ca’ Granda , l’ Ospedale Maggiore della città (che oggi ospita l’Università degli Studi di Milano), voluta da Francesco Sforza nel 1456 come luogo in cui concentrare gli ammalati e affidata al grande architetto Filarete, ma poi rimaneggiata più volte, tanto che oggi è una costruzione complessa in cui si riconoscono gli ampliamenti delle epoche successive.

E anche altrove nel territorio l’influenza dei Visconti e degli Sforza è visibile ancora oggi, soprattutto nelle numerose costruzioni difensive: il trecentesco Castello di Melegnano dalla struttura in cotto, il Castello Borromeo d’Adda di Cassano d’Adda, un fortilizio sorto già prima del Mille ma poi ampliato sotto il ducato di Francesco Sforza; il Castello di Trezzo d’Adda , dove morì Bernabò Visconti, che era il baluardo difensivo del milanese ai confini orientali del Ducato; quello di Abbiategrasso, una robusta fortezza di origine duecentesca abbellita dai Visconti ma caduta in decadenza nelle epoche successive.

L’epoca spagnola e quella asburgica

L’epoca spagnola, generale periodo di decadimento per la città, ha lasciato, oltre a numerose chiese ed edifici sacri, la Rotonda della Besana , caratteristico edificio circolare eretta a partire dal 1695 come cimitero per i morti dell’Ospedale Maggiore e poi usata come ospedale per i malati contagiosi.

Si giunge infine all’epoca asburgica, profondamente segnata dalla grande personalità di Maria Teresa e che, per la città, ha significato il trionfo del neoclassicismo. In stile neoclassico è infatti il Teatro alla Scala , quasi il simbolo nel mondo di Milano, costruito da Giuseppe Piermarini, uno degli architetti più attivi in Lombardia nel corso del Settecento, e recentemente oggetto di un restauro che ha saputo coniugare l’esigenza di conservare l’aspetto settecentesco con quella di dotare il teatro di strutture adatte alle più moderne messinscena. Ancora del Piermarini è la Villa Reale di Monza , costruita sul modello della viennese Schönbrunn; una villa che è stata testimone di due secoli di storia milanese e resterà per sempre legata al ricordo dell’assassinio del re Umberto, il figlio di Vittorio Emanuele II.
E al re Vittorio Emanuele è dedicata un’altra costruzione-simbolo della città: la galleria che collega Piazza Duomo con Piazza della Scala , che, con le sue volte a vetrate che lasciano filtrare la luce, è il luogo di ritrovo dei milanesi attratti dai bei negozi e dai caffè storici.

Le realizzazioni più recenti

E poi, ci sono le grandi realizzazioni del Novecento, quelle sorte quando Milano, sulla spinta dello sviluppo economico della città, è diventata una delle “capitali” italiane. Il Grattacielo Pirelli , costruito da Giò Ponti tra il 1955 e il 1960, con una caratteristica ed elegante pianta molto schiacciata, che è ancora oggi una delle più alte costruzioni in cemento armato; la Torre Velasca , sorta tra il 1956 e il 1958, dall’inconfondibile sagoma “a fungo”, più larga alla sommità e più stretta ai piani inferiori; la Fiera , realizzata nel secondo dopoguerra e ampliata negli anni Novanta per essere poi trasferita, nel 2005, in uno spazio più ampio nella zona di Rho-Pero.

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