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Strade e piazze in provincia di Milano

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Strade Piazze in Provincia di Milano
Strade Piazze
  • La piazza del Duomo , la vera “calamita” del centro , sempre affollata di turisti e di milanesi, attirati sia dalle vicine strade dello shopping, sia dai numerosi cinema, teatri e locali che si trovano in tutta l’area. Una piazza che ha avuto solo alla fine dell’Ottocento il suo assetto definitivo, con l’ingrandimento dello spazio del sagrato e la creazione, nell’ala nord, della galleria Vittorio Emanuele e, nell’ala sud, dell’Arengario, anche se da almeno sette secoli è uno spazio che costituisce il più autentico centro, anche simbolico, di Milano, che resiste nonostante la travolgente crescita della città negli ultimi decenni.

Ma accanto a piazza Duomo, nell’area del centro di Milano, si aprono molte altre piazze degne di nota: piazzetta Reale , di fianco al Duomo, dove si affaccia quel Palazzo Reale rimaneggiato dal Piermarini in stile neoclassico e profondamente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale. La piazza della Scala , dall’altra parte della Galleria Vittorio Emanuele, delimitata da un lato dalla facciata del più importante teatro lirico italiano, dall’altro da Palazzo Marini, la sede del Comune. La piazza Fontana , dove si affaccia il palazzo arcivescovile, tristemente nota per essere stata nel 1969 il teatro di uno dei più terribile e discussi attentati terroristici avvenuti in Italia. La piazza San Babila , vero cuore del “quartiere della moda” . L’appartata piazza Belgioioso , con la facciata del palazzo omonimo, uno dei più belli del neoclassico lombardo, e la casa in cui Manzoni visse dal 1814 fino alla morte, nel 1873. La piazza de Mercanti , un raro resto della Milano medievale incastonato tra edifici più tardi.
E basta spostarsi appena un po’ per trovarsi in largo Cairoli , lo scenografico spazio davanti al Castello Sforzesco, o in piazzale Cadorna , la Stazione delle Ferrovie Nord di Milano, recentemente risistemata su progetto di Gae Aulenti e con una scultura di Claes Oldenburg e Coosie van Bruggen . E l’elenco potrebbe continuare, con i tanti slarghi e piazzette deliziose che si aprono tra le strade del quartiere adiacente, una delle zone residenziali più prestigiose della città.

E poi, ci sono le strade. Strade note in tutto il mondo, e diventate sinonimi di moda e di shopping raffinato e lussuoso: via della Spiga , via Montenapoleone , via Manzoni , via del Gesù , via Santo Spirito , via Borgo Spesso , via Durini . Sono i luoghi dove si sono concentrati tutti i più bei nomi della “haute couture” e del design internazionale, dove si va per fare shopping o anche solo per ammirare splendide vetrine di gusto squisito che “fanno tendenza” in Italia e all’estero.
Gli amanti dello shopping hanno però a disposizione, a Milano, anche altre strade: corso Buenos Aires , per esempio, un grande rettifilo pieno di vetrine e di negozi che parte da Porta Venezia e finisce in quel piazzale Loreto tristemente famoso in Italia perché qui furono esposti per pochi giorni i cadaveri di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, fucilati mentre cercavano di mettersi in salvo dal crollo della Repubblica Sociale. O corso Vercelli , il proseguimento commerciale di via Magenta , su cui si allineano le vetrine di negozi di ogni tipo.
Ma anche strade più appartate, zone residenziali dove si allineano notevoli edifici e palazzi, dove spesso basta allungare lo sguardo oltre il portone per scoprire giardini e cortili nascosti di grande bellezza. Sono, per non citarne che alcune, corso Magenta, via Cappuccio , via Boccaccio , Foro Bonaparte e in generale le strade intorno a piazza Cadorna , o corso Venezia , il monumentale passeggio dell’epoca asburgica, su cui affacciano eleganti residenze neoclassiche. O quelle che offrono mirabili prospettive su alcuni dei monumenti più significativi della città, come corso Sempione, che finisce nell’Arco della Pace, o via Dante , oggi affollatissima isola pedonale piena di vetrine e negozi, su cui sembra vegliare, da largo Cairoli , il monumento a Giuseppe Garibaldi e l’imponete Torre del Filarete, l’ingresso principale del Castello Sforzesco.

Infine, ecco le vie dove si affollano i locali, quelle delle zone dove c’è la più alta concentrazione di bar, ristoranti e locali di ogni tipo, dove si va per una “happy hour”, il tipico rito dell’ aperitivo ambrosiano , o per una serata in uno dei tanti ristoranti dove si può mangiare ad ogni ora e scegliere tra ogni tipo di menu, o per ascoltare musica dal vivo. Sono le strade che seguono i tratti ancora scoperti dei Navigli – e che a Milano sono sinonimo di divertimento e di vita notturna - o quelle del quartiere Isola , che negli ultimi anni sta contendendo ai Navigli questo ruolo. Ma anche la zona intorno a via Brera , un quartiere in cui il turista trova alcuni dei monumenti e dei musei più significativi della città, ma anche una serie di strade dove si affollano locali pieni di vita, o ancora quella di corso Como , una strada recentemente interessata da un grande piano di riqualificazione e di riassetto urbano, che, diventato un’isola pedonale, con le sue discoteche, i bar, i ristoranti, le boutique e le gallerie d’arte sta diventando uno dei poli di attrazione della “Milano di notte” .

Un panorama vario, quindi, quello delle strade di Milano, dove ogni turista può trovare ciò che fa per lui. Un panorama che non sarebbe però completo senza un accenno alle grandi aree un tempo industriali , e oggi interessate da profondi e significativi progetti di riqualificazione urbanistica. E’ il caso per esempio la zona intorno a via Savona e a via Tortona , dove fino a qualche anno fa si assiepavano laboratori e stabilimenti che, oggi dismessi, si stanno trasformando in abitazioni piacevoli e spesso dall’insolita planimetria e si stanno popolando di locali di ogni tipo. O della Bicocca, un tempo una delle più importanti concentrazioni europee dell’industria della gomma e oggi diventata un quartiere vivace con abitazioni, uffici, il grande insediamento dell’Università degli Studi e un teatro, quello degli Arcimboldi, dove tra il 2002 e il 2004 si è trasferita l’attività del Teatro alla Scala, allora in restauro. O ancora della Bovisa, anche questa importante area industriale fino agli anni Ottanta, e oggi oggetto di un riassetto urbanistico globale con il trasferimento, tra l’altro, delle strutture universitarie del Politecnico di Milano. E progetti analoghi sono in fase di realizzazione anche per altre zone, come l’area dell’ex Ansaldo o quella degli stabilimenti Falk a Sesto san Giovanni

foto by http://www.flickr.com/photos/ambrosianapictures/

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