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Storia Derby Milano

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Storia Derby Milano
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  • D ALLA NEBBIA della memoria emerge un fantasma che veste nerazzurro invece del tradizionale lenzuolo d'ordinanza. Chi sarà mai? Minaudo. Minaudo? «Ma sì, avete delirato per me, un gol all'ultimo minuto mentre il popolo stava già avviandosi al capolinea del tram». Le gioie del derby sono soprattutto queste, vincerlo a tempo ormai scaduto con un gol di un giovanotto che sarebbe rientrato nella nebbia dalla quale era misteriosamente uscito per dare ai milanisti quel che gli spettava.

Dalla nebbia la somma goduria del gol trovato all’ultimo minuto. Giulio Signori e le mitiche stracittadine degne di essere rivissute

Si capisce che chi scrive ha sempre delirato per la Benamata, e poi tra Maria Callas, la Divina, e la Renatona Tebaldi per chi avreste tenuto? Non è nemmeno una domanda da fare per chi sa che spasimare per l'Inter è soprattutto una questione estetica, anzi di stile, e nessuno avrà il minimo dubbio che Napoleone avesse commissionato l'Arena soltanto per farci giocare l'Inter.

Quando si era venuti a sapere che la porta a nord est del più moderno degli stadi antichi era detta libitinaria, tutti hanno capito che i libitini, ai tempi di Nerone gli addetti allo sgombero dei corpi dei gladiatori rimasti vittime di infortunio sul lavoro, si sarebbero dovuti accontentare di portar via i milanisti sacrificati nel rito chiamato derby. Che per la verità non aveva mai appassionato l'autentico tifoso nerazzurro se non dopo che il Milan si era procurato i mezzi per darsi una struttura tecnica degna delle società alle quali intendeva contendere la popolarità e gli scudetti che fino ai primi anni cinquanta erano stati assai rari.

La rabbia di vedere Annibale Frossi sgarrettato da un difensore milanista ( Boniforti, Todeschini?) , proprio sotto la tribuna d'onore all'Arena, appena compensata da vittorie non meno beffarde di quella officiata dal fantasma di Minaudo. Con il gesto gladiatorio di Concetto lo Bello che bloccava un contropiede di Barison e per fortuna di moviole non si parlava, e il fischio dell'arbitro era come il Giudizio di Dio.Si fa presto a dire derby a cuor leggero, sapendo già che sarà una sofferenza di un'ora mezzo più recuperi, e intanto bisogna pensare agli alibi tecnico-agonistici-arbitrali se si perde. Se si vince, no problem.

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