Concerti

Edda Live Teatro Blu

13 Gennaio 2010

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Edda
Edda
  • Informazioni su Stefano Edda Rampoldi

La rock band milanese , negli anni, ha suonato ovunque: dal centro sociale Leonkavallo di Milano al palco del primo maggio in piazza a Roma, da Arezzo Wave al New Music Seminar di New York. Nel ’96, durante il tour di Psycorsonica, Edda abbandona la band.

Ricompare nel 2008 , con dei video casalinghi su You Tube.
Accanto a lui gli amici Andrea Rabuffetti (musicista) e Walter Somà (musicista e autore di testi e musiche).
Si crea un gran movimento e curiosità attorno al canale You Tube http://www.youtube.com/eddaponteggi
: nuove canzoni ricche di anima e spessore, con un Edda in stato di grazia. Edda viene messo sotto contratto dall’etichetta Niegazowana, e comincia a lavorare su una selezione di brani da inserire nel suo debutto solista.
A gennaio 2009 Edda ha registrato il suo primo album «Semper Biot» alle Officine Meccaniche e al Noise Factory di Milano con la produzione artistica di Taketo Gohara. I suoi compagni d’avventura sono quelli di sempre: Walter Somà e Andrea Rabuffetti. Walter, autore di molti dei brani presenti sull’album (ad esempio del singolo “Fango di Dio”, che ha preceduto l’uscita del disco), è anima integrante del progetto. Invece Andrea (oltre ad accompagnare Edda nei live), nel disco ha suonato tutto il suonabile: chitarre, mandolino, mandola, laud, harmonium, marimba, una tastierina casio da 12 mila lire e altri giocattoli di dubbia provenienza.
Sono passati a dare il loro prezioso contributo alcuni ospiti illustri:
Alberto Fabris (contrabbasso),
Taketo Gohara (melodica, organi, piano elettrico, pianoforte, synth),
Alessandro "Asso" Stefana (arpeggiatore, auto harp, banjo, ukelin, organo, pianoforte, synth, tampura),
Pacho (percussioni),
Achille Succi (sax e clarino basso),
Mauro Ottolini (trombone),
Josè Fiorilli (hammond)
Cesare Picco (pianoforte)
Con la partecipazione straordinaria di Mauro Pagani (violino).
Il 6 giugno 2009 Edda si è esibito in anteprima assoluta al Mi Ami Festival di Milano. Un ritorno accolto con grande calore, emozione e commozione da parte del pubblico presente. Tra la folla: molti vecchi fan, i componenti dei Ritmo Tribale, Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica), Vinicio Capossela ad assistere con entusiasmo a un ritorno trionfale. Oltre ai pezzi nuovi, in scaletta alcuni indimenticabili brani dei Ritmo Tribale: «Uomini», «Amara», «Invisibile» e addirittura una cover di Giusy Ferreri, «Stai fermo lì».
«Semper biot»: sempre nudo.
Edda sul palco e sul disco sputa verità allo stato puro, toccando corde speciali in chi ascolta.
Una sberla.
Che non può lasciare indifferenti.
Riempie vuoti e crea altre voragini.
C’è la vita, la morte, la poesia, l’oscurità, la luce, la ricerca, l’amore, tanto amore dentro. La bellezza e la schifezza di ciò che ci gira dentro.
Edda nel 2009 ha suonato:
al Jack Bikers di Vigevano,
al Mi Ami Festival di Milano,
All’Area Porto Antico di Genova (opening Afterhours),
alla Salumeria Della Musica di Milano (Il concerto e l'intervista sono stati trasmessi in diretta su Lifegate all'interno della trasmissione Rockfiles),
al Velvet di Rimini (opening Afterhours),
al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (RE),
al Circolo Magnolia di Milano,
al Palasharp di Milano (opening Afterhours),
a Radio Popolare di Milano,
al Circolo degli Artisti di Roma,
al Mei di Faenza.
I prossimi appuntamenti:
5 dicembre 2009 La Claque/Teatro della Tosse (Genova)
12 dicembre 2009 Tambourine di Seregno (Milano)
19 dicembre 2009 Arcitaun di Fidenza (Parma)
14 gennaio 2010 Teatro Blu (Milano)
16 gennaio 2010 Castello Colleoni Neverland d’inverno (Solza, Bergamo)
22 gennaio 2010 New Age Club di Roncade (Treviso)
30 gennaio 2010 Duel:Beat (Napoli)
6 febbraio 2010 Leonkavallo Mi Ami Sempre (Milano)
27 febbraio 2010 Latteria Artigianale Molloy (Brescia)
13 marzo 2010 "In Orbita" al Tetris di Trieste e nel pomeriggio, registrazione delle In orbita Sessions su Tv e Radio Capodistria in Slovenia.

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Durante i concerti di apertura agli Afterhours, Edda ha eseguito anche una versione di «Milano» (uno dei brani di punta del suo disco) assieme ad Agnelli e soci.
Nel corso del tour si sono aggiunte nella scaletta anche la cover di «Suprema» di Moltheni e altri pezzi dei Ritmo Tribale come «L'assoluto» e «Sogna».
Nell’assetto live, accanto ad Edda e Andrea Rabuffetti, si è aggiunto anche un terzo elemento: il percussionista Sebastiano De Gennaro (ha collaborato con Pacifico, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Luca Gemma, Fabio Volo, Andrea Viti e tantissimi altri).
Daria Bignardi ha voluto Edda come ospite all’Era Glaciale, nella puntata in onda su Rai2 il 2 ottobre 2009 alle 23.40.
Daria Bignardi su La Stampa:
(...)
«Abbiamo adottato lo schema sperimentato nell’ultima puntata: un’intervista all’inizio, una alla fine, in mezzo un confronto fra due personaggi che apparentemente non c’entrano niente l’uno con l’altro ma che, se vengono fatti dialogare e reagire a vicenda, rivelano risvolti interessanti. Si comincia con Andrea De Carlo e Stefano “Edda” Rampoldi dei Ritmo tribale, figura di culto della Milano anni Ottanta che ha passato un periodo in comunità e ora fa l’operaio ponteggista, uno venerato da gente come Mauro Pagani o Vinicio Capossela ma che fa di tutto per non essere famoso. Ci ha incuriosito il fatto che, di un romanzo di De Carlo, avrebbe benissimo potuto essere un personaggio».
«Semper Biot» è stato accolto con un grande calore sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori:
«Dopo tredici anni di silenzio, uno dei personaggi-simbolo del rock italiano degli anni 90 è riapparso all’improvviso con il suo primo album da solista, forse non per tutti i palati ma sincero e personale. Oltre che, almeno a nostro avviso, bellissimo».
Federico Guglielmi, Il Mucchio Selvaggio
«Canzoni splendide nelle quali non è magari semplicissimo entrare ma che dopo, se sintonie e mood sono quelli giusti, risulteranno travolgenti: e che, tutte dodici una dietro l’altra, compongono un disco intenso fino a far male, al quale è arduo trovare termini di paragone. Raro e prezioso, come una fenice che rinasce dalle sue ceneri».
Federico Guglielmi, il Mucchio Selvaggio voto: ****
«(…)conquista, ed è in quel momento che scompare ogni divisione tra chi canta e chi ascolta».
Giuseppe Fabris, Rolling Stone voto: ****1/2
«Un disco intenso e scarno: chitarra acustica e poco altro, testi evocativi, niente orpelli. E quel timbro di voce particolare, caldo e invadente, che in molti rimpiangevano».
Raffaella Oliva, Il Corriere Della Sera
«Lame di rasoio le parole, trasportate da una voce androgina su arrangiamenti minimalistici (prezioso il lavoro di Walter Somà). Un viaggio disperatamente lucido nell’inconsolabile mondo privato maudit che pare il padre spirituale delle Luci Della Centrale Elettrica».
Michele Chisena XL di Repubblica Voto: 7.7
«(…) un disco fuori dal tempo debitore di niente e nessuno. Un disco gioioso e doloroso al tempo stesso (…). Semper Biot è composto da 12 canzoni, ma fate attenzione, è un album difficile da ascoltare e da digerire, senza ornamenti inutili, senza ammiccamenti o sorrisini falsi. Un disco nudo. Ma bellissimo».
Stefano Giardino Rock Sound voto: 8
«Un disco che è intimità cruda, dove la musicalità delle parole è sovrana, scavando nelle emozioni più profonde».
Samantha Colombo Jam voto: ****
«Canzoni d’autore personalissime, d’istinto e passione. Da maneggiare con cura».
L’Unità
«Un disco che ci manda a casa tutti quanti (…) Questa è un’altra galassia, un’altra dimensione della musica, un nuovo modo di fare poesia, di mandar fuori la voce e farle raggiungere mete inesplorate (…)».
Fabio Gallo, Rockerilla voto: 9/10
«Edda centra con “Semper Biot” i nervi scoperti di un cantautorato freak italiano (…) Disco acustico, da flusso di coscienza, lirico e sempre in bilico tra infezione e redenzione, illuminazione espressiva e calo linguistico, un mattone importante su cui costruire un percorso nuovo anche musicale».
Christian Zingales, Blow Up voto: 7/8
«Edda torna per davvero e lo fa incidendo un disco di una liricità evocativa, poesia e coerenza più unica che rara in questi tempi».
Alessandro Carnevale, L’Informatore
«Semper Biot è un capitolo della musica italiana a sé, simile solo a sé stesso per carattere».
Barbara Santi, Rumore voto: 7
«Col passare degli ascolti ti risuona in testa sempre più pesantemente; perché é densissimo e sorprende non solo per le liriche, ma anche per gli arrangiamenti e la produzione artistica».
Faustiko, Rockit
«Ora Stefano Edda Rampoldi è riuscito a incidire un capolavoro».
Luca Bernini GQ
«Intanto, il 2009 si avvia quasi alla sua conclusione, e non sarà facile far uscire nello Stivale un altro disco come questo, che è con certezza il miglior disco italiano di quest’ annata e non solo. Grandissimo ritorno, Stefano».
Marco Renzi, Indie for Bunnies
«Semper Biot è il disco che pubblicherebbe Antonin Artaud se ancora fosse tra noi: un unico auto da fé in dodici capitoli. Scarno, con la pelle rotta e i nervi a bella vista, teso e disordinato, rabbioso e sanguinante».
Manuel Lieta, Beatbopalula.it

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TEATRO BLU
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