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Facio il partigiano ucciso da fuoco amico

20 Febbraio 2009

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Il piombo e l'argento
Il piombo e l argento
  • Il 19 maggio 1963, a Cosenza, una cerimonia rese omaggio a uno degli eroi della Resistenza, Dante Castellucci, calabrese di Sant'Agata d'Esaro, comandante partigiano dall'estate '43 al luglio '44 tra l'Emilia, la Toscana e la Liguria.

Una meritata medaglia d'argento al valor militare per un comunista atipico, iniziato alla lotta clandestina dai fratelli Cervi e protagonista di alcune azioni come la battaglia del Lago Santo, durante la quale con soli otto uomini riuscì a respingere un battaglione di un centinaio di nazifascisti. Ma dopo la lettura della motivazione, Concetta, la madre di Dante, non fece alcun commento. Un silenzio imbarazzante. Perchè Dante Castellucci, conosciuto come il comandante Facio, non fu ucciso dai nazifascisti, ma da "fuoco amico": fu fucilato nell'estate del 1944, a 24 anni, per ordine dei suoi stessi compagni dopo un processo farsa istruito in poche ore da cinque dirigenti.

Questa la storia del comandante Facio che Carlo Spartaco Capogreco , docente all'Università della Calabria, ripercorre nel libro "Il piombo e l'argento " che sarà presentato venerdì 20 febbraio alle ore 21.00 presso la Sala "Monsignor Gandini", via XXIV Maggio.

Alla serata parteciperanno, oltre all'autore del libro, Frediano Sessi , scrittore e docente all'Università di Mantova, Roberto Galliani , presidente del Comitato unitario antifascista di Seregno e Carmine Arcuri , Sindaco di Sant'Agata d'Esaro.

email: stampa@seregno.info

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