Gran Premio Monza
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Una leggenda nata nel 1922 per i 25 anni dell’Aci Milano. In 110 giorni, 3.500 operai costruirono l’impianto. È INIZIATO TUTTO con un anniversario. Il 25° della nascita dell'Automobile Club di Milano. Era il 1922. Era l'occasione per realizzare "un impianto fisso ed autonomo da destinare alle competizioni motoristiche ed alle prove sperimentali", per soddisfare le esigenze tecniche e commerciali delle case costruttrici nazionali che puntavano ai mercati esteri.
Così venne costituita la Società incremento automobilismo e sport, la stessa che ancor oggi gestisce la Magica Pista. Si pensò a una pista di velocità e a un anello stradale affiancati, 14 chilometri dal costo di 6 milioni di lire. Poco dopo la posa della prima pietra, i lavori vennero sospesi per motivi di "valore artistico, monumentale e di conservazione del paesaggio". Bastò ridurre il circuito a 10 chilometri e 3.500 operai costruirono l'autodromo in 110 giorni.
IL 3 SETTEMBRE 1922 il battesimo con una gara per vetturette che fu vinta da Pietro Bordino su una Fiat 501 modello corsa. Cinque giorni dopo, il Gran Premio motociclistico delle Nazioni, mentre il 10 settembre si gareggiò per il secondo Gran Premio automobilistico d'Italia, dominato da Bordino sulla Fiat 804 a 6 cilindri. Poi la storia di Monza ha regalato fra le pagine più importanti del mondo dei motori. Due e quattro ruote. Gli anni Trenta segnarono alcuni lavori di "restauro". Ma era la vigilia della seconda guerra mondiale. L'attività venne sospesa e durante il conflitto l'autodromo divenne rifugio per gli archivi del Pubblico Registro Automobilistico, per alcuni uffici dell'Aci e perfino per le fiere sfollate dal giardino zoologico di Milano.
NELL'APRILE 1945 il rettifilo delle tribune ospitò una parata di mezzi corazzati alleati che ne sgretolò il fondo. Poco più tardi vaste aree furono adibite a deposito di residui bellici. Di agibile era rimasto poco. La nuova vita dell'autodromo iniziò nel 1948. In due mesi l'impianto venne restaurato. E tornarono le gare. Formula Uno, campionato motociclismo ma anche Coppa Intereuropa per le vetture da turismo, introdotta nel 1949, e Gran Premio dell'Autodromo riservato alle monoposto di Formula 2 (talvolta abbinato alla Lotteria di Monza). Nel 1955 si decise di realizzare opere che rendessero il circuito più funzionale: fu realizzato un anello con due curve sopraelevate, mentre il tracciato stradale venne ridotto e dotato della curva parabolica. Col tempo, e con la crescita delle prestazioni di moto e macchine, vennero create delle chicane poi diventate vere e proprie varianti. Ma gli incidenti capitarono lo stesso. Anno 1973, Gp delle Nazioni, classe 250, con la morte di Renzo Pasolini e Jarno Saarinen. Quaranta giorni più tardi, nel corso di una gara per Juniores, persero la vita Chionio, Galtrucco e Colombini. Così Monza iniziò a dire addio progressivamente alle gare di moto. Il Mondiale qui finì nell'87. Due anni dopo arrivarono le Superbike. Le auto, invece, continuarono.
MA NEL 1978 IL GP venne funestato da un terribile schianto poche centinaia di metri dopo la partenza: Ronnie Peterson, ricoverato all'ospedale, si spense il giorno dopo, mentre Vittorio Brambilla si rimise dopo alcuni mesi di degenza. Motori, certo, ma anche altre manifestazioni in autodromo. Ieri come oggi: gare di regolarità, di dragsters, gimkane, scuole di pilotaggio, ma anche non motoristiche come gare ciclistiche e podistiche. Al di fuori della pista eventi di zoologia, floricoltura e gastronomia. Intanto continuava il rinnovamento dell'impianto. Innovazioni che hanno comportato spesso l'abbattimento di alberi. Scatenando accese polemiche
Il Giorno del 14/09/08
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