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Bilancio Guerini
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LA COSA importante per un politico è avere sempre una risposta. O almeno una frase sulla quale costruire un ponte, trovare un contatto con chi gli sta di fronte. Lorenzo Guerini, sindaco di Lodi dal 2005, due mandati in Provincia, l’abitudine non l’ha persa.
Riesce, magari nell’arco di un’ora , a rassicurare i commercianti che finiscono nel suo ufficio per chiedere di riqualificare una strada, a discutere di finanza locale e federalismo in stretto politichese e cinque minuti dopo a lanciare una battuta in dialetto ai pensionati che giocano a carte in un circolo, accendendosi un toscano. Il 22 marzo, data epica delle 5 Giornate, affronterà la per la quarta volta il giudizio delle urne.
Questa volta per il secondo mandato da sindaco. Fra le carte sparse sul tavolo, oltre a quella di Dario Franceschini, una foto con Formigoni. Con cui condivide, pur nella diversa dimensione politica e di territorio, la stessa longevità. Guerini è giunto alla fine del quinquennio al Broletto e con noi tira le somme di quanto si è realizzato.
Sindaco Guerini, che città lascerà alla fine di questi 5 anni? Credo di chiudere con un bilancio positivo — sorride —. Fra le mille difficoltà della crisi economica, delle strette sui bilanci comunali, con riduzioni dei trasferimenti dello Stato fino al 12 per cento, siamo riusciti a fare grandi investimenti, senza aumentare le tasse.
Tre cose che positive che pensa di lasciare ai lodigiani? In primo luogo il restauro dei giardini del Passeggio. Quella è una scommessa vinta. Prima erano una toilette per cani, un rifugio di umanità varia. Oggi sono ritornati alla città. Insieme ai giardini, però, abbiamo puntato ai parchi di quartiere: via Gtandi, via Rimini, le Baste, via don Minzoni, il parco delle Lavandaie.
La seconda? Le strade: la riqualificazione dell’asse di via San Fereolo e viale Pavia è un progetto importante per la città. Terzo le difese spondali dell’Adda: un investimento importante per un’opera necessaria.
Quando pensate di concludere? Fra un mese inauguriamo la sponda dell’ex Sicc, entro la fine del mandato il consolidamento del ponte e l’abbassamento della briglia fluviale. L’Aipo deve appaltare invece i lavori sulla sponda destra a monte del ponte. Poi ci sono i lavori alla Dossenina, 900mila euro, i lavori alla biblioteca, la Cavallerizza, per la quale partiranno gli ultimi lavori entro fine mandato, i lavori alle Vigne: il ridotto che sarà inaugurato con la niova stagione e il rifacimento di poltrone e tappezzerie.
Passiamo al futuro. Scatterà la corsa alle inaugurazioni entro fine mandato? No, si concluderanno i lavori che abbiamo programmato. Ma già stiamo programmando altri interventi. Da fare, per il prossimo futuro, c’è la riqualificazione di corso Adda e corso Umberto, il proseguimento del cambio dell’illuminazione. E a Santa Lucia inauguriamo le nuove luci sulla piazza.
Poi c’è il grande obiettivo di mandato nell’urbanistica: l’approvazione del Piano di governo del territorio, che definirà il volto della città per i prossimi dieci anni, puntando sul recupero di aree non utilizzate all’interno della città, limitando il consumo di aree nuove. Poi ci concentreremo in particolare sulle frazioni, anche sull’Oltreadda, con lavori al Revellino.
Continuerà anche con la politica delle ordinanze? Il tema della sicurezza è importante, ma l’uso che abbiamo fatto delle ordinanze è stato molto oculato.
Telecamere e ordinanze sono servite? Penso proprio di sì. Presto, in attesa del nuovo sottopassaggio della stazione, ripuliremo quello che esiste e installeremo altre telecamere. Se è vero come dice lei che la maggioranza non è una caserma,
qu esta politica non le ha creato problemi con la maggioranza? Nella coalizione c’è stata qualche discussione, qualche valutazione differente: se ne è parlato serenamente. Con la consapevolezza, però, che non ci siamo fermati all’aspetto della sicurezza urbana che ha risposto a una delle esigenze dei cittadini.
Abbiamo dato la massima attenzione alle politiche di integrazione dei cittadini stranieri , ma abbiamo anche investito moltissimo sui servizi sociali e sui sostegni agli strati più deboli della città.
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