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Celtica Aosta
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AOSTA Celtica. Kilt, elmetti, scudi, lance. Non sembrava piazza Chanoux, ma un set cinematografico: da una parte i celti, dall'altra i romani. E' cosi' che il 'salotto buono' di Aosta, ieri, ha dato il via a Celtica 2009. Nella piazza sono stati ricostruiti gli accampamenti dei due popoli.
Vita quotidiana, usi e costumi di un tempo sono tornati a vivere grazie al gruppo Evropa Antiqva. Cerchiamo di ricostruire fedelmente gli accampamenti dell'epoca spiega Gioal Canestrini, veronese, portavoce della formazione -, prestando attenzione anche alle strumentazioni, agli utensili e agli oggetti della vita quotidiana.
Il gruppo e' composto da circa 40 persone, tutti appassionati di storia e cultura celtica e romana. Nelle dieci tende allestite in piazza si notavano le differenze tra le due culture: davanti a quelle celtiche c'erano pelli, piatti e vasellame in legno, davanti ai soldati romani scudi e lance. Molto diverso anche il modo di combattere dei due popoli.
I romani avevano un grande esercito formato e attrezzato dice ancora Canestrini -. Quello dei celti era in gran parte fatto di contadini, a esclusione di piccoli gruppi di professionisti, per lo piu' nobili. Il tutto e' ambientato attorno al IV secolo avanti Cristo, e l'equipaggiamento ne tiene fedelmente conto.
Celtica e gli altri Festival analoghi, per i componenti di Evropa Antiqva (affiancati in piazza Chanoux dai rappresentanti del Clan della Grande Orsa e del Gruppo storico romano di Pont-Saint-Martin), sono un momento di festa e di divertimento. Non si tratta, pero', di carnevalate: alle spalle ci sono attenti studi dell'epoca, sotto tutti gli aspetti.
In contemporanea alla ricostruzione storica ci sono state anche le sfilate di alcuni gruppi. Dalle 15 il suono dei tamburi e delle cornamuse ha dato la scossa alle vie del centro, radunando un numero di curiosi sempre piu' alto. Passanti frettolosi e turisti distratti sono stati catturati dai ritmi e dalle melodie celtiche, ma anche dal look dei musicisti (fra cui moltissime donne), tutti elegantissimi nei loro kilt. Cornamuse e tamburi: il risultato e' una musica che e' danza e marcia insieme.
A fare da colonna sonora due gruppi, i Kintyre Schools Pipe Band e la Banda Gaites Llacin , mentre a incantare il pubblico con danze e coreografie sono state le ballerine della Dominic Graham School Irish Dance e le italiane Gens d'Ys. Vie affollate, alle 17, per la grande sfilata celtica. Le due culture, celtica e romana, si sono ancora incontrate e miscelate in serata, quando sul palco del Teatro Romano di Aosta si sono esibiti Mabon, Barrage e Vincenzo Zitello.
Spente le luci sul capoluogo, da oggi si accendono i riflettori sul bosco del Peuterey, nella Val Veny. E la magia continua. Aosta e territorio: incontro tra culture autoctone e Roma era il titolo della conferenza che si e' svolta ieri, nell'ambito di Celtica, in biblioteca regionale. L'archeologa della Sovrintendenza, Stella Bertarione, ha messo in risalto alcuni aspetti della storia valdostana parlando soprattutto di Salassi, popolazione celto-ligure.
I celti speiga Bertarione sono arrivati in Valle con due migrazioni. Nella prima (VI-V secolo avanti Cristo), giungevano dal basso, dal Rodano, mentre la seconda volta (IV secolo) hanno utilizzato i due valichi alpini. Non vivevano nella conca di Aosta, preferivano le alture ed erano presenti da Ville sur Sarre a Porossan. Molto diversi i modi di lottare. Tipico dei Salassi era gettare sassi e creare frane per fermare il nemico romano.
foto by: http://www.flickr.com/photos/zaffiroeacciaio/
