Dibattito Craxi Letizia Moratti
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Il Presidente della Repubblica ha indicato la strada con la lettera inviata alla vedova di Bettino Craxi : «un'impronta non cancellabile », quella dell'ex presidente del Consiglio «in un complesso intreccio di luci e ombre».
Ieri il sindaco Letizia Moratti, a dieci anni esatti dalla scomparsa del leader socialista ha scelto di collocarsi nel solco delle parole di Napolitano. Auspicando un dibattito il più ampio possibile su quel periodo storico di cui Craxi fu un protagonista indiscusso per arrivare a una memoria il più possibile condivisa. All'interno di questo ragionamento l'intitolazione di una via o di un giardino, che tante polemiche ha suscitato nelle settimane scorse, diventa un fatto secondario.
«Le parole di Napolitano su Craxi mi confortano», ha esordito il sindaco, poco dopo la discussione in Consiglio comunale sull'opportunità di una commemorazione a dieci anni della morte di Bettino. «Le parole del Presidente - ha osservato la Moratti - mi rafforzano nell'idea che sia giusto aprire un dibattit su quegli anni della nostra storia per arrivare a una chiarificazione, a una riconsiderazione e, auspicabilmente, a una memoria condivisa rispetto a un periodo che ha avuto certamente luci e ombre ma che ha visto in Craxi una figura fondamentale ». Insomma, il primo cittadino ha auspicato un dibattito sereno proprio nella città che al leader politico ha dato i natali.
Il confronto non manda in archivio la volontà di intitolare uno spazio al politico: «La volontà del luogo a Craxi c'è e proseguiremo . La via è sicuramente un motivo per non rimuovere, ma in sé non è sufficiente ». Per la Moratti è compito del presente, ormai avviato in una nuova epoca politica, rileggere con serenità il proprio passato. Perché «una democrazia è tanto più forte quanto più è capace di riconoscere le proprie forze e i propri errori». Per Roberto Formigoni, presidente della Regione, l'immagine di Craxi ha «luci e ombre come quella di ciascuno di noi, ma le luci sono decisamente superiori alle ombre».
Commenta Filippo Penati , bracci destro di Bersani e candidato al Pirellone: «Non c'è bisogno di gesti che dividono e lacerano, ma c'è bisogno di una riflessione serena, pacata, storica sull'opera di Craxi, dirigente politico e uomo di governo». Anche in Consiglio comunale, alle prese con il Pgt, è approdato il caso Craxi. Il parlamentino milanese non lo ha commemorato. Il capogruppo del Pdl Giulio Gallera, però, ha comunque proposto ai capigruppo un momento di riflessione, incassando il veto della Sinistra radicale e dei Verdi.
«Per la mancanza di sensibilità della sinistra - ha attaccato Gallera - quest'Aula non commemorerà Craxi: un assurdo, visto che proprio in questa città Craxi è stato consigliere e assessore ». Sfumato il ricordo ufficiale, Vincenzo Giudice 'Pdl' ha allora chiesto di discutere la mozione bipartisan, di cui è primo firmatario, per intitolare una via a Craxi, incassando un rifiuto. L'appello di Giudice ha spinto maggioranza e opposizione a trovare un'intesa: dopo il Pgt l'Aula dedicherà un dibattito al leader sociali ta. La cui eredità è sempre attuale, pare. «Altro che dedicare un giardino a Bettino - ha affermato un esponente del Pd - candidiamo Bobo Craxi a sindaco di Milano»
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