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Azzeriamo tutto, via la Bracco

Data : 18/02/2009

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Glisenti Expo Milano
Glisenti Expo Milano
  • GLISENTI silurato: ma adesso che cosa succede, presidente Penati? «Spero che finalmente la situazione si sblocchi. Noi non abbiamo mai messo veti. Non su Glisenti, almeno. Ma se lui viene considerato un ostacolo, mi sembra arrivato il momento di rimuoverlo».

Se a sostituirlo arrivasse davvero l' ex ministro Lucio Stanca, come vuole Berlusconi? «Ripeto: non abbiamo pregiudiziali. L' importante è porre fine al balletto dei veti incrociati». Quindi il Cavaliere ha fatto bene a porre l' aut aut al sindaco: via Glisenti, altrimenti arriva il commissario... «Scelta inevitabile. Ma le dispute sull' Expo sono state tutte dentro il centrodestra, con il risultato che Milano è rimasta fortemente penalizzata».

Tempo perso, e la colpa è tutta della maggioranza? «Letizia Moratti porta una grande responsabilità. Ha tentato di far rientrare dalla finestra ciò che era già uscito dalla porta. Prima voleva Glisenti amministratore unico della Soge, poi ha ripiegato - si fa per dire - sulla poltrona di amministratore delegato con troppe deleghe. Da parte del sindaco c' è stato quanto meno un eccesso di presunzione». Contento per la sconfitta della Moratti? «Senza il suo passo indietro, sconfitta sarebbe stata la città».

Secondo lei ora come si può procedere? «Bisogna azzerare il consiglio di amministrazione. Dopo Glisenti, io toglierei anche la presidente: su Diana Bracco pesa un notevole conflitto d' interesse, è la presidente degli industriali milanesi e non è giusto che chi rappresenta interessi, se pure legittimi, di una parte della società abbia la guida della Soge e gestisca quindi il flusso di denaro pubblico destinato all' Expo». Questo lo ha già detto. «E allora aggiungo che in queste settimane la presidenza Bracco è stata caratterizzata da immobilismo e incertezze. A cominciare dalla ricapitalizzazione: prima no, poi sì...». Ma si devono dimettere tutti dal cda?

«Basta l' azzeramento delle deleghe. Certo che in quel Consiglio non ci sono figure che rappresentano le forze di maggioranza, Forza Italia, Lega, An». La cosa la preoccupa? «Mi spiego. Almeno la Provincia e la Regione hanno nominato due amministratori che potremmo definire fiduciari delle rispettive amministrazioni. Diana Braccoa chi risponde? Glisenti alla Moratti, ma è sotto accusa perché per lui si volevano concentrare eccessivi poteri. Provasoli non si sa bene chi rappresenti...».

Quindi? «Non c' è equilibrio politico, e infatti siamo allo stallo. È un problema di condivisione delle scelte, lo dico da uomo del centrosinistra: anche perché dalla mia parte politica non sono mai venuti problemi». Lei vuole una consiglio d' amministrazione partitico? «Un cda che almeno goda della fiducia delle forze politiche. Altrimenti non si partirà mai.

Per questo bisogna in tutti modi recuperare un lavoro di équipe , messo in discussione dalle scelte solitarie del sindaco. Ci vuole più armonia, altrimenti è difficile scongiurare davvero il rischio del commissariamento da Roma». Meglio un cda più "targato", ma anche più efficiente? «Forse non è il termine giusto, ma il concetto è quello. Io insisto su un' altra priorità». Quale? «Il carattere anticiclico dell' Expo. Solo se i lavori partono subito l' evento del 2015 può agire contro la pesantissima crisi economica.

Per questo non si possono tenere immobilizzati i fondi destinati a opere che partiranno solo tra due o tre anni: le vie d' acque , per esempio, sono un progetto costoso e da rivedere. Mentre non è rinviabile un grande lavoro di manutenzione della città,a cominciare dall' ammodernamento della rete dei mezzi pubblici o dalle buche nelle strade». Con i soldi dell' Expo? «Anche, certo. C' è bisogno di lavoro adesso, non tra tre anni. E c' è bisogno pure di evitare sprechi». Dove vuole arrivare? «Faccio fatica a pensare che negli organici di Comune, Provincia e Regione, dove lavorano migliaia di persone, non ci siano professionalità adeguate che possono essere distaccate in modo temporaneo all' Expo. Mettiamole a lavorare su progetti che altrimenti verrebbero affidati a consulenti esterni: si risparmierebbero centinaia di milioni da destinare subito a misure anticrisi». -