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Mancini: 'Se Moratti mi chiamasse, tornerei'

Data : 23/03/2009

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Mancini Inter
Inter Mancini tornerebbe
  • MILANO - Mai dire mai, nella vita e nel calcio: "Tornare all'Inter? Non credo che al momento abbiano il problema dell'allenatore, ma se mi chiamassero tornerei, certo: sono sotto contratto per i prossimi tre anni, sarei quasi obbligato.

Nel calcio del resto può succedere di tutto, lo sappiamo : molti allenatori sono stati esonerati e poi richiamati. Moratti? Penso che tra noi ci sia ancora affetto, non credo che i sentimenti siano cambiati". E' quasi un paradosso, ma ci voleva l'Era Glaciale per scongelare i silenzi di Roberto Mancini, che taceva da dieci mesi.

Invece ieri sera, ospite della nuova trasmissione di Daria Bignardi su Rai 2 , l'ex allenatore nerazzurro ha parlato per oltre mezz'ora del suo passato, e non solo. Il divorzio del maggio 2008: "Il comunicato con cui annunciarono il licenziamento fu brutto, freddo, mi dispiacque molto perché arrivò dopo quattro anni di lavoro, di fatiche insieme, di vittorie che erano arrivate dopo 20 anni di insuccessi. Ma forse quel comunicato fu scritto da qualcuno che non era all'altezza.

Sono orgoglioso di una cosa : di essere stato l'allenatore che ha cambiato la storia dell'Inter". Nessun giudizio su Mourinho ("Non lo conosco bene"), una smentita su un argomento più leggero ("Non è vero che mi sono rifatto le palpebre ") e una ricostruzione della sua famosa esternazione dell'11 marzo 2008 dopo Inter-Liverpool: "Non me ne sono pentito. Fu uno sfogo perché c'erano stati problemi interni e a volte l'allenatore si aspetta che il presidente intervenga, ma il giorno dopo mi era passato tutto. No, non avevo problemi con la squadra, mai avuti". Poi la chiusura con una battuta: "Preferirei Berlusconi allenatore del Milan o Moratti presidente del consiglio? Ma Berlusconi è già l'allenatore del Milan".