Intesa, nuovo patto Generali-Agricole
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ANDREA GRECO MILANO - Si materializza il patto bis tra Credit Agricole e Generali sul comune 11% di Intesa Sanpaolo. Un patto che secondo gli estensori non è più tale, ma semplice accordo di consultazione preventiva, con l' unico obiettivo di valorizzare al meglio le partecipazioni. Tradotto, l' obiettivo continua a essere di non svalutare il 5,8% che l' istituto francese ancora detiene, e che a prezzi di mercato graverebbe per circa 1,5 miliardi di euro sul bilancio 2009.
Confermando le indiscrezioni recenti i due azionisti hanno comunicato che il testo rivisto sarà molto più soft dell' originale del 24 aprile. La durata triennale rimane, ma cade la rappresentanza comune, sia per i consiglieri già espressi da Generali dentro Ca' de Sass sia in prospettiva, perché l' intento di presentare una lista comune di candidati per il rinnovo dei vertici bancari nel 2010 non è più previsto. Ciò che rimaneè lo scambio di informazioni, ma solo su alcune materie: quelle in cui l' assicuratore triestino e la banque verte non siano concorrenti di Intesa Sanpaolo. Quindi, la bancassicurazione (Generali ha appena sciolto un contratto con la banca milanese) e le attività bancarie (Agricole in Italia ha un migliaio di sportelli riuniti nei marchi Cariparma e Friuladria). Anche negli aspetti "informativi" si nota lo sforzo dei pattisti di mitigare i pesanti rilievi dell' Antitrust, che in maggio, dopo il primo patto, aveva avviato una procedura di inottemperanza, con rischi di sanzione fino a 5 miliardi per Intesa Sanpaolo, in quanto attore che tre anni fa prese gli impegni necessari a farsi approvare la fusione.
Tra questi, c' era l' uscita dell' Agricole dalla governance e dall' azionariato Intesa, e la sua effettiva trasformazione in concorrente terzo. Ma non è detto che i tentativi di appeasement sull' asse ParigiTrieste si rivelino convincenti, e decisivi per l' esito dell' istruttoria in corso. L' Antitrust, che ha ricevuto il testo, si esprimerà solo all' interno della procedura, che si chiude a fine settembre. Inoltre il patto non affronta tutti gli aspetti problematici rilevati dagli uffici di Antonio Catricalà, in primis la persistenza del pacchetto di azioni dell' Agricole. Un 5,8% che negli impegni presi dal management guidato da Corrado Passera doveva scendere sotto il 2% entro fine 2009. Non c' è, invece, alcuna evidenza di tale prospettiva, che del resto l' Agricole rifiuta nella sua impostazione, poiché non vuole vedersi costretta a uscire dopo vent' anni da Intesa nel momento in cui la crisi ha spedito il titolo sui minimi storici. Nei primi giorni della prossima settimana toccherà a Intesa Sanpaolo recapitare all' Antitrust le controdeduzioni del provvedimento. Una risposta che dovrebbe ricalcare la cronistoria degli impegni concorrenziali adottati, nella speranza di convincere il garante ed evitare una multa colossale.
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