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Lombardi: scure senza criterio il sindaco dovrebbe intervenire
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GIANCARLO Lombardi, presidente del Collegio di Milano, è stato ministro dell' Istruzione nel governo Dini. La scuola lombarda è all' avanguardia, almeno in Italia, ma i tagli rischiano di danneggiarla. L' impressione è che la riduzione di spesa si sia fatta con la calcolatrice e senza eliminare gli sprechi, che pure ci sono». Su cosa si sarebbe dovuto risparmiare? Faccio un esempio: molti insegnanti del Sud si fanno assegnare nelle cattedre al Nord e subito chiedono di rientrare a casa, lasciando posti sguarniti. Su questo la Gelmini non ha fatto nulla, ha solo tagliato senza criterio. Anche il ritorno al maestro unico è stata un' operazione di comunicazione, bisognerà poi vedere a cosa porterà in concreto. L' importante, pensando alla scuola elementare, è che siano garantite le scelte delle famiglie e i segnali non incoraggiano: la domanda per il tempo pieno cresce ma non l' offerta, anzi.
Evidentemente, qualcosa non va. Di chi è la colpa? Sicuramente non di Tremonti, che fa il suo mestieree segnala chei conti non tornano. Spetta al ministro dell' Istruzione cercare di evitare che la scuola sia troppo penalizzata. A suo tempo, Letizia Moratti puntò i piedi ed ebbe ragione. Quando era lei ministro ci furono tagli, certo, ma ragionati. Ora invece, da sindaco, sembra che sull' istruzione non abbia un progetto forte. Cosa può fare la Moratti per la scuola milanese? Quando lo stato centrale taglia, gli enti locali si trovano a fare fronte alle spese non più coperte. Non lo dicono le competenze delle singole istituzioni, ma il buon senso degli amministratori. Un esempio lo ha dato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ha stretto un accordo con le università lombarde, finanziandole senza chiedere nulla in cambio». Formigoni si è mosso allora per filantropia? Per coerenza, credo.
Tutti in politica ripetono che l' istruzione è la fabbrica del domani, ma all' atto pratico non lo dimostrano. Formigoni lo ha fatto e gli va riconosciuto. Certo, non si può chiedere a Regione e Comuni di mettere tutti i soldi che lo Stato nega. Sarebbe un' utopia. Quale sarà la ricaduta dei tagli alla scuola per le famiglie? Nell' immediato, si percepisce il disagio nelle piccole cose: la carta igienica che manca, l' alternanza di supplenti in assenza di un' insegnante di ruolo. Ma sul lungo periodo l' effetto è grave, l' intero sistema culturale ne risente. Anche lei, quando fu ministro, fece tagli consistenti. Che differenza c' è con oggi? Noi studiammo un piano organico, accorpammo istituti vicini fra loro per risparmiare personale, chiudemmo alcune classi con pochissimi iscritti. Facemmo interventi mirati, senza la presunzione di chiamare "riforma" un lavoro di snellimento dei conti. - (franco vanni)
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