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La nuova Provincia scende in pista per difendere l’impianto

Data : 09/09/2009

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Monza difende il suo Gran Premio
  • ANCHE la nuova Provincia scende in pista per difendere il Gran premio di Monza, fiore all’occhiello del suo patrimonio storico e della sua identità.

Lo ha detto ieri il presidente Dario Allevi, annunciando che entro questa settimana la neonata Provincia lancerà una cordata in difesa della gara. L’obiettivo: Costituire un coordinamento operativo tra istituzioni, associazioni e sportivi per far restare il Gran premio d’Italia nel nostro Autodromo e rilanciarne le attività.
PER DIFENDERE la pista casalinga la Provincia ha istituito un apposito assessorato. La delega è nelle mani del lumbard Andrea Monti, motorista convinto e lui stesso pilota di rally a livello amatoriale. La sfida lanciata da Roma e dal progetto di un Gran premio nella capitale lo preoccupa.

È assurdo sostenere che il Gp di Roma aiuterà il Gp di Monza - sbotta Monti -. Noi da 80 anni facciamo il Gp e non abbiamo bisogno di quello di Roma. Anzi, con due Gran premi rischiamo solo di scannarci per gli sponsor, e Roma capitale avrebbe maggiori chance.

Inoltre ormai andiamo verso una selezione fra i Gp europei, anche la F1 punta ad altri mercati. Difficile immaginare due Gp in Italia. Di qui l’idea: per valorizzare storia, tradizione, interesse economico del tempio dei motori brianzolo (l’unico a tenere testa a circuiti come Indianapolis e Le Mans, sostiene Monti), serve una cordata di istituzioni, associazioni, tifosi.
LA PROVINCIA ha come mission proprio il coordinamento - continua l’assessore -. Non vogliamo che l’Autodromo sia solo una questione di Monza e Brianza. L’impianto è una risorsa non solo per la Brianza e i Comuni comproprietari di Monza e Milano, ma anche per la Regione, gli appassionati. L’auspicio è però che il circuito non sia solo Formula 1.

Non a caso, prosegue Monti, nel nostro programma è inserito il recupero delle sopraelevate. Condannate all’abbattimento dal vecchio piano regolatore, oggi le vecchie curve pericolanti tornano in auge. Utilizzarle per altre gare è impossibile - dice Monti - ma potrebbero essere sfruttate come attrattore turistico, una testimonianza della storia dei motori, della sperimentazione di quegli anni.

Iniziare a recuperarle scongiurerebbe il pericolo del loro abbattimento. Finché restano un rudere qualcuno potrebbe sempre alzarsi una mattina e farle abbattere. Quanto alla difficile convivenza fra la pista e il parco cintato più grande d’Europa , dopo 80 anni continuare a fare battaglie è una perdita di tempo. Ormai, è la conclusione dell’assessore, che ha anche la delega al turismo, il valore sta diventando il connubio fra verde e Autodromo, che deve essere usato come un volano per sfruttare meglio il Parco.

foto by http://www.flickr.com/photos/asso_2nd/