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La parola ovvero la magia di 'Lev' al Teatroi

Data : 28/02/2010

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Muta Imago Lev Teatroi
  • «Sin nuestra memoria no somos nada ». Così scriveva quel mago di Buñuel nella splendida autobiografia “Mi ùltimo suspiro” (traduzione italiana “Dei miei sospiri estremi”, ed. SE). Ovvero un genio alle prese con una vita a perdersi nelle nebbie. Simile e contrario l’incubo di Lev Zasetky, soldato russo colpito alla testa nel 1943 e da allora all’affannosa ricerca del proprio sé.

Scampoli di storia , come frammenti nei diari del protagonista e del suo neuropsichiatra. Da qui l’ispirazione per “Lev” dei Muta Imago, fino a domenica al Teatroi (02.8323156).

Geniale la giovane compagnia romana, fra gusto estetizzante e parola: il teatro che incontra il Centre Pompidou. Si spezza la narrazione, ci si ipnotizza di fronte all’immagine. Per una delle vie che appaiono più sostanziose, fra i tanti nuovi palcoscenici performativi.