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No alla grande moschea in città Il Pd è d’accordo: meglio spazi piccoli

Data : 09/09/2009

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No alla grande moschea in citta
  • NESSUNA GRANDE MOSCHEA in città, meglio tanti piccoli luoghi di culto. È quanto emerso ieri pomeriggio, al termine della prima riunione della Commissione Cultura, alle prese con una serie di incontri per trovare una soluzione alla richiesta della comunità islamica.

Pdl e Pd, su una cosa, sono d’accordo: non vogliono che i seguaci di Maometto si radunino tutti nello stesso posto. Tesi avallata dall’assessore alla partita, Massimiliano Finazzer Flory, che, a margine della riunione, scomoda Max Weber per esprimere il suo pensiero: La civiltà di un popolo si vede dal numero di campanili. Da liberale, non posso che condividere.

Al dibattito non partecipano i consiglieri della Lega Nord, contrari tout court sia alla costruzione di una moschea sia alla concessione di altri spazi per la preghiera islamica. La tesi del Carroccio è quella di sempre: dietro i pretesti religiosi si potrebbero nascondere attività sovversive e terroristiche. Conclusione: ‘no’ a prescindere, inutile persino discuterne.

La posizione più vicina a quella dei lùmbard viene espressa dal presidente della Commissione, Michele Mardegan (Pdl), secondo il quale ci sarà pure la libertà di culto, ma c’è pure chi, come Magdi Allam, sostiene che l’Islam non sia una religione, bensì un progetto politico per instaurare una teocrazia. Conviene riflettere anche su questo.

Il Popolo della Libertà parla a più voci. Se per Fabrizio De Pasquale gli spazi di preghiera per i musulmani vanno comunque previsti dal Piano di Governo del Territorio, per Paolo Massari è una questione privata, dal momento che nulla vieta agli islamici di costruire una o più moschee.

L’importante è che se le paghino da soli. Dopodiché non possiamo mettere in discussione un diritto costituzionalmente garantito. E dai banchi dell’opposizione parte un apprezzamento per l’avversario pidiellino: Complimenti, sei un vero liberale. Il Pd, dal canto suo, invita al confronto con i rappresentanti di un mondo islamico molto variegato al proprio interno. Poi, Pierfrancesco Majorino rilancia la sua proposta: L’ho detto e lo ripeto.
ALL’INTERNO DELL’AREA Expo c’è lo spazio necessario per costruire un luogo di culto. D’altra parte arriveranno venti milioni di visitatori da tutto il mondo e molti saranno musulmani. Al di là di tutto, è incredibile che non si sia ancora trovata una soluzione. Prende la palla al balzo Giuseppe Landonio (Sinistra Democratica): Da tre anni stiamo prendendo in giro i nostri interlocutori islamici, con promesse che poi non manteniamo.

Aldo Brandirali (Pdl) fa però notare che sul tavolo dell’assessore all’urbanistica, Carlo Masseroli, non è arrivata alcuna richiesta. Sarebbe interessante capire chi sono questi diversi gruppi islamici in modo da raccogliere i suggerimenti di tutti. Rimane fermo il principio che spetta a noi individuare i luoghi di culto.

Appunto, i luoghi. È su questo plurale che si regge l’accordo fra maggioranza e opposizione. Una sola grande moschea fa paura, anche per ragioni di ordine pubblico. Invece tante piccole sale di culto - chiosa Franco De Angelis, gruppo misto - rappresentano la soluzione: libertà, diritti e rispetto delle leggi”. È la quadratura del cerchio? Pare di sì, Lega Nord permettendo.

photo by http://www.flickr.com/photos/tinturia2