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Rossini Milano
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MILANO Se la prima di Viaggio a Reims alla Scala fosse stata domenica scorsa, la coincidenza sarebbe stata sorprendente:
perché infatti mentre a Milano si sarebbe rappresentata l' incoronazione ottocentesca di Carlo X re di Francia, a Roma si incoronava sul serio il presidente del Pdl: e mentre qui sull' antico palcoscenico il Cavalier Belfiore avrebbe cantato ' viva il diletto augusto regnator' , su quello romano la folla cantava davvero ' Menomale che Silvio c' è' : a ognuno il suo cantore, Andrea Vantini per il presidente, Gioacchino Rossini per Carlo X, del resto re per soli sei anni (1824-1830), costretto ad abdicare dopo aver tentato di eliminare le Camere, di imporre una nuova legge elettorale e di inasprire la censura.
Viaggio a Reims va invece in scena il 7 aprile , e qui una coincidenza c' è: perché il primo a dirigere l' opera, anzi il dramma giocoso o ancor meglio la cantata scenica, ritrovata e ricostruita nel 1984 da Philip Gossett e Janet Johnson per la fondazione Rossini, fu Claudio Abbado al Rossini Opera Festival di Pesaro; in una edizione epocale, arrivata tale e quale alla Scala l' anno dopo, con Abbado, Luca Ronconi regista, Gae Aulenti scenografa e costumista.
Adesso al posto di Abbado c' è Ottavio Dantone , celebre clavicembalista e specialista di musica settecentesca, che tra l' altro ha già diretto alla Scala Rinaldo di Haendel e Così fan tutte di Mozart, più un paio di Rossini a Pesaro. Ma proprio il 7 aprile Abbado incontrerà a Milano il sindaco Moratti e il presidente della provincia Penati per concludere un patto: la città pianterà novantamila alberi e lui nel giugno del 2010 tornerà, dopo 23 anni, a dirigere l' orchestra scaligera con l' Ottava Sinfonia di Mahler, l' unica che aveva tralasciato dirigendo anni fa tutte le altre sinfonie del compositore austriaco. Riprendere l' opera rossiniana è quindi soprattutto un omaggio a Claudio Abbado, una festa per il suo ritorno?
«Si, è anche quello. Per noi appassionati di musica, anche in Francia, quell' evento fu enorme, e arrivando alla Scala mi informai subito se c' erano ancora le scene del 1985 », dice il sovrintendente Stéphane Lissner: «Tutti mi sconsigliarono di riprenderla, anche perché pareva impossibile ormai mettere insieme un cast fenomenale come quello di allora, 18 voci di belcanto di assoluta perfezione, con la Ricciarelli, la Gasdia, la Valentini Terrani, Merritt, Ramey, Raimondi e tutti gli altri. Oggi non ci sono più voci esemplari, così ci sono voluti due anni di ricerche pazienti per trovare cantanti rossiniani giovani e bravi, con uno spirito particolare, capaci di divertirsi a stare insieme, di affrontare uno straordinario pezzo concertatoa 14 voci».
Come ha convinto Abbado a tornare a dirigere l' orchestra scaligera? «Il 2 maggio 2005 ho firmato il contratto con il teatro, il 4 ero già a Berlino per incontrare il Maestro. In questi anni non gli ho dato tregua, e finalmente è successo. Credo che a farlo tornare sia stato il nostro progetto, quello di riunire i grandi che formano la famiglia della grande musica, da Baremboim a Gatti, da Pollini a Chailly, da Dudamel ad Harding a Boulez e tutti gli altri.
Il suo ritornoè molto importante per il teatro, darà più entusiasmo e maggior legittimità ai suoi dipendenti e più visibilità anche a Milano». Ronconi, che ha assistito alle prove ma non sarà alla prima, ha raccontato come la geniale invenzione degli schermi in palcoscenico e fuori sia nato per necessità, essendo l' antico teatro di Pesaro molto piccolo.
Gae Auenti temeva che dopo tanti anni il suo lavoro non reggesse, invece «me ne sono entusiasmata ancora, con questa compagnia di giovani appassionati e brillanti e quella composizione frantumata, quindi di grande attualità, che pare nuova, carica di ironia e di divertimento».
Il sovrintendente del Rossini Opera Festival a Pesaro ricorda come Il viaggio a Reims, su libretto dello spiritoso Balocchi, fu ricostruito nel 1984 rivelandosi «una baracconata con una partitura capolavoro. Non era più stato dato da 159 anni, la musica era stata travasata in altre partiture, compresa ' Andremo a Parigi!' che nel 1848 servì a celebrare la Rivoluzione, tanto Rossini era poco sensibile alla politica. Noi fummoi primia metterla in scena: Ronconi mi disse, questa non è certo l' occasione della mia vita, ma a Claudio non posso dire di no.
Invece diventò uno spettacolo di culto , un faro nella sua carriera. Ieri sera, per l' ante-anteprima, c' è stata la prova del corteo reale che anche alla prima, partirà dal retro di Palazzo Marino, entrerà nella chiesa di San Fedele dove il ' re' verrà incoronato (è una comparsa, ma a Ferrara nel 1992 lo volle fare Placido Domingo, per gioco) poi attraverserà piazza della Scala per irrompere in teatro: sul palcoscenico, gli schermi proietteranno l' itinerario del corteo, fuori un grande schermo proietterà l' opera. Da quel 1984, il gruppo di nobili sciocconi internazionali costretti a interrompere il loro viaggio verso Reims e a fermarsi tra amori e baruffe all' albergo Giglio d' oro' è stato dato ovunque, in varie edizioni.
La più dirompente quella messa in scena con strepitoso successo finnico all' Opera di Helsinki nel 2003, (poi al Carlo Felice di Genova, con qualche brontolio) regia, scene e costumi di Dario Fo, che aveva trasformato il palcoscenico in una irresistibile fantasmagoria con saltimbanchi, acrobati, asini che volano e signore che mostrano il sedere. Fo ha anche riscritto il libretto, adattando il ' re fellone' d' epoca all' attualità. ' A governar/cede ogni scuola/al clero intier/scioglie il governo/chiude i giornali/vieta la satira/ed i bordel...' . -
