Innse, schiarita sul futuro delle macchine

Data : 09/09/2009

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Salvataggio Innse
  • IN CORSO MONFORTE continua il lavoro di tessitura per traghettare il salvataggio della Innse verso le scadenze decisive.

La prima campana suona martedì prossimo, ed è quella delle macchine. Sei, vendute dal proprietario uscente Silvano Genta, che in base al protocollo siglato nella notte tra l’11 e il 12 agosto devono restare all’acquirente, il gruppo bresciano guidato da Attilio Camozzi. La firma per la compravendita, prevista il 31 agosto, è slittata al 15 settembre proprio per sistemare le cose con le due aziende che avevano acquistato i macchinari da Genta.

Dopo la Mpc di Santorso, i cui rappresentanti sono stati ricevuti lunedì dal prefetto, ieri è toccato alla Nuova Lombarmet di Arluno, che tra aprile e novembre del 2008 ha pagato a Genta un milione di euro per aggiudicarsi tre macchine. Due alesatrici e un tornio, già smontato e rivenduto a una società di leasing, che è stato stralciato dall’accordo (ma si trova ancora dentro lo stabilimento di Lambrate).

Alle cinque in punto di ieri pomeriggio Walter Grignani, il titolare della Nuova Lombarmet, e l’avvocato Angelo Cutrufello entravano in Prefettura. Un incontro molto positivo, commenta il legale. Segno che le soluzioni ragionevoli invocate alla vigilia erano state prospettate dal prefetto Gian Valerio Lombardi .

Che continua a utilizzare la tecnica dei tavoli separati per giocare la delicatissima partita della traduzione in realtà di un accordo siglato in pochi giorni di incontri-fiume multilaterali, sotto Ferragosto, con quattro operai e un sindacalista della Fiom barricati su un carroponte a venti metri dal terreno.
LA SECONDA CAMPANA riguarda l’area di via Rubattino, quasi 300 mila metri quadrati di proprietà di Aedes. Oggi si riunisce il cda, e in discussione ci sarebbe l’accordo in base al quale la società immobiliare si è impegnata a cedere circa 40 mila metri quadrati (compresi i 25 mila sui quali sorge lo stabilimento della Innse) a Camozzi, a patto che il Comune di Milano proceda ad alcune modifiche sulla destinazione del resto della proprietà.

Questo è l’altro nodo da sbrogliare entro il 30 settembre, e la partita è aperta, mentre sul fronte macchine si intuisce una schiarita che allontanerebbe richieste di risarcimento milionarie da parte degli acquirenti (che potrebbero ottenere in cambio collaborazioni all’interno del nuovo progetto industriale). Il fronte sindacale attende per discutere la riassunzione (in due anni) dei 49 operai. Camozzi aveva espresso l’intenzione di ripartire con un piccolo nucleo già dal primo ottobre.

Davanti alla fabbrica continuano i turni al presidio. Negli ultimi giorni, ha confermato Roberto Giudici, il sindacalista della Fiom che ha passato otto giorni sulla gru, multe tra 5 e 10 mila euro sono arrivate ad alcuni simpatizzanti che avevano bloccato la tangenziale Est il due agosto, giorno del tentativo (fallito) di prelevare i macchinari con la forza, in esecuzione di un decreto ingiuntivo del tribunale. Nessuna multa, ha chiarito Giudici, è arrivata agli operai della Innse.

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