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Unicredit Dubbi E Chiarimenti
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In ballo ci sono oltre 500 milioni di euro, ai prezzi Borsa di ieri. Si tratta del dividendo pagato da Unicredit lo scorso 21 maggio e che le fondazioni sue azioniste non sanno in quale parte del bilancio scrivere.
Vanno messe nel patrimonio, essendo azioni della banca conferitaria, e dunque diventano di fatto intoccabili? Oppure sono da iscrivere nel conto economico, essendo comunque un dividendo anche se non propriamente "cash", e possono essere percio' essere utilizzate per fornire risorse alle erogazioni? Nel dubbio, le fondazioni - CariVerona, Crt e Carimonte - hanno scritto al ministero dell'Economia per chiedere lumi.
Le cifre che ballano sono di tutto rispetto. Sulla base del rapporto approvato dall'assemblea dello scorso 30 aprile - 29 azioni ogni 159 possedute -, si tratta di 122 milioni di nuove azioni per Cariverona, poco meno di 100 milioni per la torinese Cassa di Risparmio e circa 75 milioni per Carimonte. Ai prezzi di ieri (1,7 euro) fanno 207 milioni di euro per Cariverona, qualcosa meno di 170 milioni per Unicredit e 120 milioni per Carimonte.
Considerando anche i tempi non esaltanti per i bilanci delle fondazioni, strette tra le difficolta' attraversate tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 dalle banche conferitarie e la crisi che spinge gli enti locali a guardare verso le loro casse per le esigenze piu' disparate, la questione e' tutt'altro che formale. Da qui la decisione di scrivere al ministero, per avere una parola di chiarezza sulla destinazione finale del dividendo incassato.
Senonche' il ministero, formalmente, non ha ancora risposto. Niente di preoccupante, spiegano fonti vicine alle fondazioni interessate. Tanto piu' che informalmente dagli uffici di via XX Settembre a Roma avrebbero gia' fatto sapere di non vedere ostacoli all'iscrizione nel conto economico e dunque renderli disponibili per le attivita' degli enti.
Ma la 'stagione delle erogazioni' e' gia' iniziata e senza un via libera definitivo da parte del ministero quelle risorse non possono essere 'liberate'. A Torino in particolare, l'attesa e' alta. Le importanti operazioni sul capitale e le minusvalenze da mettere a bilancio a causa della cattiva stagione di Borsa, solo in parte alle spalle, hanno indebolito il bilancio e creato qualche difficolta' nel mantenere alto il livello delle erogazioni. Soprattutto in una zona, come quella del Piemonte, dove le fondazioni bancarie sono chiamate a dare una forte mano agli enti locali sul fronte del Welfare.
Su come utilizzare le risorse che si libereranno attraverso i dividendi sotto forma di azioni c'e' stato, nelle ultime settimane, un acceso dibattito all'interno del consiglio di indirizzo della Fondazione Crt. Le posizioni sono due e, in un certo senso, contrapposte e inconciliabili: da un lato c'e' chi chiede un rafforzamento patrimoniale dall'altro chi vuole mantenere alta la quota di erogazioni.
Aggiungere crisi a crisi - e' il ragionamento di chi vuole rendere immediatamente liquidi i dividendi - in questo momento di difficolta' dell'economia reale e con la possibilta' di ritrovarsi migliaia di persone senza lavoro e senza stipendio una volta finiti gli ammortizzatori sociali delle cassa integrazione, non pare opportuno.
Sull'altro fronte invece c'e' chi guarda con preoccupazione alla chiusura dei bilanci delle banche in linea con i budget preventivi e al momento in cui dovranno essere contabilizzate nero su bianco le sofferenze accumulate in questa lunga stagione di crisi. Per dirla alla Tremonti, con le banche i conti si fanno da settembre.
foto di http://www.flickr.com/photos/olaftan/ambrosianapictures
